TRADUTTORE. 2S7
mito coli* ufo dell' acqua tepida , e Te ciò nonriefce , fi può da lì a poco ripetere una nuovadofe del rimedio , la quale per ordinario nonmancherà di produrre 1' effètto . 11 Tilfbt allapredetta foluzhne aggiungeva un' oncia di fci-roppo di cape/venere ; ma quello fcircppo fi puòtrala/c/are > perchè fembra piuttofto opporli , chefavorire 1' operazione dell' emetico . Quando fiacomparfo il vomito , fi deiifie da ogni u/rerioresibizione del rimedio; e quindi il paziente nonne prenderà, fé non quella porzione , la quale èatta a produrre il bramato effetto. (| tartaro eme-tico fì può eziandio ufare come alterante, facen-dolo prendere a dofì più picciole, meno frequen-ti, e fcioke in una maggior copia di liquore.Ui.a comoda preparazione a tal propofuo fi ot-tiene fciogliendo cinque grani di tartaro emeticonei Cucco di uno o due limoni , e poi mefcolan-do quella foluzione con quattro libbre di acquapura . Rifulterà quindi una fpezie di limonea ,la quale fi farà prendere alla dcl'e di un quartofino mezzo bicchiere da tavola ad intervalli piùo meno lunghi , regolandoli in ciò dall'effetto,che quindi rifulterà , cioè deliftendo per qualchetempo dall' ufo di queft* acqua , ed tifandola apiù lunghi intervalli, fé apparifca qualche indi-zio di vomito , il quale non fi abbia già inten-zione di eccitare. Alle volte però giova per untal mezzo eccitare la naufea ; ma in tal cafo fé,quando quelta fia eccitata , li prenda ima nuovadofe di liquore , fuccederà il vomito , ed è per-ciò , che il rimedio non fi dovrà ripetere , fénon qualche tempo dopo , che quella naufea fiaceffata, ed anche allora in una dofe minore del-la precedente. Tutta la quantità accennata di li-monea fi potrà far prendere dentro lo fpazio d*una giornata , ed in alcune ceca/ioni gioverà e-ziandio appreftsrns una maggior quantità . Que-llo