aSó N O T E D E L
veranno gueiìi criftaìli, e fi metteranno a feccatfifopra una carta Cucciarne bagnata. I piìl puri diquefti criftaìli fono quelli , che fi attaccano allepareti del vafo , e coftituifcono circa una' m?zz'oncia di pefo. Quefti fi lavino b-mc coli'acquafredda, fi confermino a parte. Qucfh preparazio.ne prefenta criftafij privi di colore , e trafparen-ti quafi al pari dell' acqua , i quali efpofti all'aria non ne attraggono I' umidità , e neppurefiori/cono . Dapo un certo tempo però quefticriftaìli divengono opachi e bianchi . L'acqua di-Ihllata ad un calore di dodici gradi al termo-metro di Reaumur ne feioglie un' orrantefimaparte del fuo pefo, cioè un'oncia d'acqua è at-ta a feicglieme circa fei grani. Sebbene confettarfi deve , che il tartaro emetico preparato collapolvere d' Algarotti nella maniera tette indicata ,fia riguardo alla proporzione de' (uoi principiuna preparazione la più co/tante di' tutte quellerio ora adoperate, nondimeno gli effetti» che ri-fuhano dalla /uà eiìbizione , fono foggetti pari-mente a variazioni dipendenti dalla natura e par-ticolar condizione dello ftomaco dei pazienti .Perciò ù otTerva alcune voke un grano di tarta-ro emetico preparato nella maniera fopra efpoftaprodurre abbondantifTìmo vomito , il quale altrevolte non comparifee punto , febbene fi adoperi,no due o tre grani di quel rirn«dio. Egli è per-ciò miglior partito di ufare quello rimedio apicaole e ripetute dofi , fioche fé ne venga adottenere jI bramato effètto . Quando fi vogliaprodurre il vomito , fi ponno Iciogliere cinquegiani di quello rimedio in una libbra e mezza d'at'-jua tepida , della quale fé ne ponno andarprendendo tre oncie ogni mezzo quarto d' ora *finché fi ecciti la naufea , cercando frattanto che1' ammalato flia pienamente quieto . Quando fiaeccitata la naufea , fi puh a'iora favorire il vo-mita