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6 (1798)
Entstehung
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281
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TRADUTTORI. z2t

Ciò a formarti comincia tal concrezione j fi appli-cherà eftemamente al rifpettivo luogo del collodella (torta un carbone acce/io, il calore del qua-le fciogliendo la materia predetta la àifpo'ne apaffare nell'anneflò recipiente . Quando fiali già{"allevata , e pallata nel recipienre lutea fiftattaiiiaten'a, levato dal fuoco l'apparato , e raffred-data ogni cofa, fi raccoglie ciocche è già palla-te ne! recipiente , e fi torna a diitiHare da un'altra iìorta ad un blando calore , onde li follavila parte più pura della raccolta foflanza ; e que-fta è appunto quella , che viene impropriamentechiamata butirro d'antimonio. Qutdo butirro fi de-compone facJmente nell'acqua ^c quindi il foprab-bondante offigenio, che riduceva racido muriaticoallertato acido offigenato, combinandoli coll'an-timonio, lo converte in o/lido, e queil'oflido non ef-fendo fallibile nell'acqua, Ci precipita lotto formauna materia bianca , e reila feioiw neh' acqua 1'acido muriatico femplice. QuefV e (fido bianco (ìlava più volte coli' acqua, e poi fi fecca ad undolce calore, e s' avrà quindi quella preparazio-ne eh' è volgarmente chiama» polvere dell' Alga'rotti , o mersurius vii*, . Conliderando la difficol-, ed il pericolo, che vi è nella preparazionedel butirro d'antimonio» Scheele infognò un' al-tra maniera di preparare immediatamente la pol-vere d'Algarotti lenza fervirO punto del predet-to butirro. II metodo infegnato da Schsele è ilfeguente. Si prenda una libbra di ftibio polveriz-zato, ed una libbra e mezza di nitro parimentepolverizzato ; (i mefcolino quelle due coffe» e fifacciano detonare infieme in un tnortaru di fer-ro. Ob» che quindi ritolta, polverizzi , eprefa una libbra di quefta polvere , la fi mettain un matraccio, e vi fi verti fopra un mifeu-glio di tre libbre d' acqua , e di quindici onciaci acido vjsriuolico, e vi fi aggiungano «ziandia

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