TRADUTTORE. 275
per feceflb ; e qualche volta guarifee fenza pro«durre alcuna, evacuazione, né mal di ftomaco .Fra no; quefto rimedio non è ufato.
( 180 ) Io credo che la differenza iti vetro d*antimonio «rato dipenda da due caufe, cioè pri-mieramente dal/a diverfa condizione del vetto d'antimonio adoperato , il quale non Tempre èdei/a medefima purezza , ne ha lo ireflb grado d'offigenazione ; in fecondo luogo dalla quantità d*offigenio, che in quefto procedo la cera viene 3levargli . Io giudico infatti, che il raddolcimen-to del vetro d' antimonio in virtù della fua H-nione colla cera, dipenda in gran parte da cib ,che la cera , ficcome foftanza infiammabile, levauna porzione dell' oftìgenio, che combinato coli'antimonio coftitniva 1' offido chiamato vetro d?antimonio. Per tal maniera quanto maggiore, epiù lango calore (ì è adoperato in quello procef-10, tanto maggiore farà la copia dell' oÙìgeniolevato dall'offido predetto, e quindi tanto piùquen° offido s' avvicina allo flato di metallo , edin confeguenza ad una condizione meno attiva.
(181) Il regolo medicinale d* antimonio fiprepara nella feguente maniera. Si prendano cin-que oncie di ftibio, quattv' oncie di fai marino,ed un' oncia di fai di tartaro ; fi riduca il tuttoin polvere , e mefcolata ogni cofa infieme, figetti quefto mifcuglio a poco alla volta in uncrogiuolo fcaldato fino alla roftèzza . Quandoquefta materia ila totalmente fufa, la fi verfi inun cono fcaldato , il quale fi anderà fcuotendoleggiermente, o fé ne percuoteranno i lati , per-chè il regolo vada al fondo. Raffreddato il tut-to, fé ne feparano le icone , e s'avrà la ricer-cata preparazione . Fu da molti vantato queftorimedio; ma al prefente pochi fono, che ne fac-ciano ufo.
( 182 ) U Chaptd fuggerifee la feguente manie-
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