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-per nafo a/ paziente; od al fine per mezzo dìopportKtii flrotneoti fi dirigevano od a\l' una, odall' altra, parte del corpo principalmente affetta .Qusft' ultima maniera di applicare i vapori dalcinabro può avere qualche volta luogo, febbeneneppure quella fia al prefente ufata. La prinjamaniera poi di applicare i vapori non porta al-cun vantaggio maggiore di quello, che provienedall' applicazione od eiterna od interna di altrepreparazioni mercuriali; la feconda maniera fi-nalmente di applicare i predetti vapori è piùpericolofa, che utile.
( 107) La calce di mercurio, che merita prin-cipalmente d'efièr nominata, è I' ojjìda reffo , oprecipitato per fé . Si può ufatla efternamentenei mali cutanei veaerei a titolo d'efcarotico, efi è fatto eziandio gran cafo del fuo ufo internonella lue venerea. A tal uopo la Ci preferire damezzo grano fino a due unitamente qualche vol-ta ad un quarto di grano, o mezzo grano dioppio ogni f~ra, ed in queRo modo efla m»flròun poter alterante , e diuretico. Al prefente pe-rò quella calce intèrnamente è molto fare volteufata.
( 10B ) Il mercurio vivo fi fuole tritare infu-me con varie foflanze finché non appgnfca al-cuna molecola di quel liquore metallico . In tal 1occafione il mercurio fi chiama efiinto . Fra talipreparazioni la più comune è quella di «(lingue-re il mercurio con la fugna e comporre quindinn unguento , il quale viene eternamente ado-perato nel comune metodo delle unzioni . Performare quello unguento fi ponno adoperare pefiuguali di fugna e di mercurio, e fecondo 1' og-getto, che fi contempla, cioè o di eccitare /afalivazione, o di promuovere folatnente la Sz-forefi ; fé ne uferà una varia dofe,cioèda mezza,dramma fino a mezz'oncia per due o piùgioruì,
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