aio PART. II- CA?. XXIII.ter rifguardare il mercurio come un vero ludo»'rifero ( 369 ).
CAPITOLO XXIII.
Menttgoga.
SI chiamano così quei rimed/, che fono atti apromuovere il fluiTo meftruo , che faccedenel fedo femminino: fpezie di rimed; i più in-fedeli) e che frequentiflìmamente deludono la no-ftra afpettazione .
Gli Scrittori di Materia Medica sì antichi ,che moderni, e particolarmente i primi, indica-no molti medicamenti come emmenagoghi - edio ho impiegato un gran numero di quelli, chefurono da loro a tal oggetto raccomandati : maio fono flato così fpeflb delufo nei bramati «flèt-ti , eh' io mi fono avanzato a foiìenere , che gliScrittori antichi non furono fu quefto propolìtoguidati dall'efperienza. Né a me folo toccò direftar delufo nella mia afpettazione, ma io ftef-fo avvenne ai Pratici miei colleglli •, ne fra ipiù. efpetimentau ho trovato alcuno , che nonconfettane d'eflere (lato delufo nell' impiego deirimedj emmenagoghi raccomandati dagli Scrit-tori ; o che non accordale, che non poteva mol-to confidarli di ottenere la guarigione quali maiin alcun cafo d'amenorrea.
Qual fia la caufa di quefto difetto, egli nonè facile il determinarlo ; ma io giudico dipendereffo dal non aver noi ancora trovato un rime-dio , che abbia un poter fpecifico nello {limolarei vafi dell'utero ( 370 ): e per dare di tal co-fa una migliore fpiegazione , io devo fare a/cu-ne poche rifleflìoni fulla natura del Ruffo me-ftruo.
Io fuppongo dunque} che ia confegusoza, del-la