i€o TART. 11. CAP. XX.
Virtù purgante , io mi fervo della Tintura feft-»<e compofita, , od Elixir falliti* della Farmacopead'Edemburgo. Quefto fpirito aggiunto nella pro-porzione di una parte a tre parti d'olio emefco-latovi intimamente collo scuotere infieme queidue fluidi dentro un fiafco , rende l'olio menodifguftofo al palatoj e più tollerabile allo donn-eo ( 198 ).
Rifpetto a queft* olio , io ho un'altra fola ri-bellione a fare. Come effo ci viene portato dall'Indie Occidentali , e fpecialmente quando fialiivi ottenuto per mezzo della bollitura, egli èfaciliflìmo ad acquietare qualche grado di ranci-dità ; ma fé il palato, e lo ftomaco de! pazientevi fi poffono adattare col mezzo fopraccennato %quella rancidità non fembra diminuire la fuaqualità purgante ( 299 ).
Senna ( 300 }.
Que/t'é un rimedio ufato frequentemente nell'Inghilterra, della qual cofa io fono molto for-prefo conftderando, che il fuo fapore, ed il fuoodore fono ingrati •, che la {uà dote deve elfervoluminofa; e che rare volte opera fenza produrmolti tornimi. Mal grado però tutto quefto, effoè ancora frequentemente ufato , ciocché moftraquanto la maggior parte dei Pratici fieno guida-ti dall'imitazione, e dall'abito.
Prefcindendo però dagli accennati difetti dellaIèna, noi dobbiamo accordare, che queft' è unpurgante certiffimo, che opera moderatamente, erare volte con eccelTo ; non è però piucchè unpurgante, e non ha alcun' altra virtù partico-lare .
Non conviene fomminiftrare la fena in foftan-za, poiché la fua dofe deve effer voluminofa ,né minore di una dramma. Si ufa però in fo-,
tiara-