bei 'midìcamenti.
Genifia ( 293 ).
*5?
Sebbene querta pianta fia pochiffimo tifata ,nondimeno io l'ho inferita ne! mio Catalogofondato fopra la mia propria efperienza. Io daprincipio l'ho veduta ufarfi dal comune del no-hro popolo ; e pofeia io ¥ ho preferitta ad alcu-ni miei ammalati nella feguente maniera : ioprendo una mezz' oncia di fommità di ginertrafrefche, e le fo bollire in una libbra di acqua ,finche fé ne confumi la metà, e di quella deco-rione io ho due cucchiaiate da tavola ogni ora .finché fi produca il fecelfo, o finché la fi abbiaprefa tutta. Quella decozione rare volte mancadi produrre il fece fio , e l'orina; e col ripeterneY efibizione tutti i giorni, od ogni fecondo gior-no, alcune idropiCie furono guarire.
Le ceneri di ginertra febbene impiegate da Sy-denham, e da molti altri, non hanno alcun av-vantaggio fopra gli alcali fidi.
Sambucus & Ebulus.
Noi abbiamo porte infieme quelle piante, per-ciocché fono fpezie appartenenti ad uno (ledo ge-nere, ed hanno virtìi fomigliantiffime. Jo nonne prefi gran conofeenza in pratica, ma il miorifpetto per il Dottor Sydenham m'impegna adar loro un porto in quefto luogo .
Egli ci dice , che una decozione fatta collaparte interna della feorza di fambuco opera e perci fopTa, e per di fotto , evacuando una granquantità d'acqua e per feceflo, e per orina ; eper queflo mezzo egli afferma di aver guaritemolte idropifie.
Alcuni Autori pratici hanno raccomandato ilmedefimo rimedio, e mi é fpeflo venuta la vo«
fili*