142 PJRT. Iti CAP. XX.
ma jo credo, che non fi abbia aicun fondamentaper Aippor tal cofa » poiché fon perfuafo, chequcdi femi non fi rompano mai nello ftomaco *ed io 1' ho oflervati interi nelle deiezioni. Io hoVeduto una volta una donna paralitica , la qualeavea prefe fucceflivamente più di quattro onciedi fenape, fenza che frattanto accadefle alcunaevacuazione per feceffo. Qui-fta però fuccedeltenel feguito, ed i femi di fenape fortirono in ap-parenza nella mede/ima quantità , e così interi }com'erano irati prsfi .
Sebbene da quefte ftorie apparifca , che i feminon fono né rotti, né fciolti nello ftomaco» non-dimeno da altre circoftanze egli è certo } eh'eglino fomminiftrano allo ftomaco, ed agi' inte-*ftini qualche porzione della loro foftanza. Ch'ef-fi irririno il fiftema, apparifee dall'aVerli Bergiotrovati utili nelle febbri intermittenti. Si affermacomunemente dai iwtìri Pratici, eh'e(i\ Geno gio-vevoìi nella para/iiìa, e nel reumatifmo cronicoJe la loro azione fujle vie orinarle per J'ordina-rio chiaramente fi manifesta dall'orina, Ch'effìpromovono ( 256 ).
Si fono potte due altre foftanze Cotto i\ titolodi Catbtrtica mitiorjt ; ma io non ofo determina-re fé fi devano riguardare come ì.txamia fitteleditta ( 257 ).
M A
A.
Noi di fopra abbiamo fatto menzione della fa-coltà, che fi offerva molte volte negli amari, diriufeire lattativi, ed anche purganti, onde im-pedire dall'nfarli nella cura del'e febbri intermit*Centi (258); ma egli fembra conveniente di far-ne parola anche qui fra'catartici.
Edi fono rare volte impiegati pet quefto folaoggetto; ma io ho conofci«to ene/iì ufata cor»
prò-