H6 TART. II, CAP. XX:
Cafia fijlulms .
Qucfla fofianza, fecondo io penfo, fi accortamoltiffimo alla natura dei frutti accennati : ed iodevo inoltre avvertire, che io non ho "mai tro-vato molto avvantaggio nei Aio ufo ; ed io cre-do, che avendo anche altri Pratici enervato lafteffa cofa , n'è avvenuto, eh' effe è al prefentemeno ufata di quello, ch'era per l'addietro.Ella in fatti ai giorni noitri appena s'impiegamai fo/a, e fi ufa quafi foltanto in alcune ccm-poQzicni officinali, tri cai però noi non abbiamoconofeiuto , ch'ella abbia una particolare utili-tà . Noi l'abbiamo particolarmente provata col/amanna, ma noi non abbiamo mai ofTervati glieffetti , che ne riferifee il Valliihien". Egli cer-tamente farete? giovevole ai nolìri Speziali ilconofeere, che la polpa delle prugna fi può im-piegare in luogo della catfia, la quale è più ca-ra, e precaria (12.5 ).
TMfur'tndus.
Queft' è un frutto che contiene, unitamente alfuo zucchero, una gran, proporzione d'acido tche lo rende atto a tutti gli oggetti, per cuitifar fi poffono i frutti acido-dolci . Elfo è par-ticolarmente lavativo, febbene non lo (ìa ad ungrado confiderabile ; ed è utile mafTìrnamentequando fia congiunto con quelli, che hanno unfapor più dolce. L'acidità dei tamarindi rende,quei frutti piìi grati ; e quefle foftanze così uni-te fono impiegate con più ficurezza della caffi» ,o de'frutti acido-dolci, poiché i tamarindi con-tengono un acido della natura del tartaro, che]i rende meno foggecti ai/a fermentazione; e noiabbiamo fempre conolcìu'.o , che nelle nofrre
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