DEI MEDICAMENTI. 113
quando quefto fia prettroaturalmente tardo, o fa-.fpefo.
Sembra , che il difetto fpeffo provenga dallatardità del moto peri/taltico ; ma tali non è fa-cile in differenti cali e perfons l'affermare, quan-do fi abbia una tale preternaturale tardanza. Lafrequenza degli fcarichi di ventre è diffeientiffi-ma in differenti perfone; e non è determinatociò, che per quefto conto iìa natura/e, ed il più.fano. Quello, che fembra eifer il più probabile,e che in ogni perfona batterebbe, che fuccedeiTeuno fcarico nel corfo d'ogni ventiquattr' ore ; enoi crediamo, che quefto lìa realmente ciò, chepiù frequentemente fuccede : ma vi fono tantiefemp") d' intervalli più lunghi, fenza che ne ri-filiti alcun inconveniente, eh' egli è molto dnb-biofo fé riguardo a di/ferenti perfone ciò fi po-tere flabilice Copra una regola generale. Io periiafiòiutamente giudico, che ogni con/ìeterab;7e al-lontanamento dal metodo fopra indicato di /ca-ricarli una volta al giorno, fi poflfa considerarecome un avvicinamento ad uno fiato non natu-rale ( 204 ).
In qutlto affare però fi deve offervare, che ol-tre il ritardo degli (carichi, vi è un'altra cir-co/tanza , che li deve accennare, e queft'è, checo ai qual volta fcoria un lungo intervallo frauno fcarico e l'altro, egli è probabile» che ilabbia fpenalmente una tardità nell'azione degl*interini craffi , per la qual tardità una maggiorproporzione di feci è in queft'inteftini accumu-lata, ed acqniita eziandio un m.iggior grado dicontinenza e durezza; e quindi eglino fpeffo fi vuo-tano con difficoltà, e dolore, onde varj difordinifono occafìonati neg]* intdf ini tenui, ed anche itilutto il fiiU-ma. Qiiefto è ciò, che io chiamoflato ài coitipazìone, il quale generalmente di-pende dalu^iaidità dèi moto perillaltico > e con«
H 2 fé-