U PART. 11. CAP. XIX.
ài tempo. Quei però, i quali fi confidano a talefpczie di /bl/ievo , e ricorrono perciò frequente-mente a! predetto metodo , fanno cofa, che tor-na loro in difcapito ; poiché io Jon certo dietroad una moltiplice efperienza, che il vomito fre-quente danneggia il tuono dello ftomaco, ed èfpeflb caufa -, che i fintomi d'indigeftione ricor-rano più frequentemente , e più ' predo di quel-lo , che altrimenti avrebbero fatto ( 130 ).
A quello propofito io giudico efier conve-niente il notare, che gli effetti del vomito , edil grado di malattia, che indica una tale opera-zione, fi (limano comunemente e dal volgo , edanche dai Medici, febbene non fempre giufta-xnente, dall'apparenza delle materie, che fonorigettate. Per efempio , fi vomita comunementeuna quantità di muco molto vifcido; ed a que-llo muco // attribujfcono i fintomi della malat-tia ( r$r ).
Egli è per verità, poflìb'ile, che una ftraordi-natia accumulazione di muco nello (tomaco fiahi caufa della mancanza d'appetito, e degli al-tri Cintomi d'indigeflione ; ma ciò non fempre ècosì efatto, come alcuni potrebbero imnruginarfi.I follicoli mucofi dello ftomaco verfano conti-nuamente una confiderabile quantità di queftamateria; una confiderabile quantità di elTa tro-var fi può negli ftomachi delle perfone le più,fané; e gli efperimenti del Signor Sensc mofba«no, che ve ne ha fempre una confiderabile copiane'follicoli mucofi, la quale pub faciriflimamen-te elferne abbondantemente efpreffa per rnrzzo delromito . Per la qual cofa non fi deve penfare; ,che la quantità , ancorché grande, di un tal mu-co gettata fuori nel vomito, abbia precedente-mente efiftito nella cavità dello ftomaco , o chequefto fteflo muco fia flato la caufa de' fintomi«norbofi > e che indichi perciò h ripetizione del
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