ìi fegucnte prova. In un paziente fifilitico unipicciola quantità di mercurio prontiflìmamentceccita una copiata fahVazione, la quale continui?ad clTere copiofiilìma per molti giorni appreffo *Per ta! mezzo i fintomi furono fino ad un certofegno mitigati ; ma rodo che cefsò la Salivazio-ne, ed il mercurio non fu u/reriormente appre*fiato, quefti fintomi ritornarono con una violerHza uguale a quella, che avevano moftrara pri-ma ; e fedamente per mezzo d'un delicato ma-neggio del mercurio, apprettandolo, ed impie-gandolo per un lungo tempo, la malattia fu in*teramente fanata . Neil' tifare il mercurio io hoavuti eziandio parecchj cali, ne'quali avvenne »irhe la falivazione compariffe, e continuaffe perqualche tempo, fenza cht ìa guarigione fi avan-zale ii proporzione a queft' scceiTo di fa livazio-ne ( io} )> Io psnfo, che la più cena gmrìgio-be d"Ua malattia fia prodotta da un aumento dell'efcrrzioni convenienti mente continuato . Sorgequindi una qu:ftione, cioè, per qual ragione la.guarigion della malattia venerea operandoci fola-mente in virtù dell'evacuazione, l'evacuazionioperate dagli altri rimedj , febbene ufate con di-ligenza, non guarifcano tal malattia ugualmente 1b:ne, cht quelle eccitate dall'ufo del mercurio ìSi può a ciò rifpondere , che l'evacuaironi pro-dotte dagli altri rimedj fono folamente pa-z ; ali :effe partono diminuir grandemente la quantitàde' fluidi, ma li fanno fortire per una flrada fo-la , e f?nza che vi fia congiunto vn accrefcimen»to generale delle altre efcrez : oni. Qjefìe evacua-zioni per la maggior parte diminuifcono tutte leefcrezicni, eresttuatj quella, eh'è in tal'orcafio»ne per gli adoperati particolari mezzi aecrefeia-ta ; e qnefl'è il folo mercurio, che conveniente-mente adoperato può riufeire ad aumentare nellofletto tempo tutte le escrezioni. Egli ftmbra ,
E ì che
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