BEI MEDICAMENTI. èj
£ quafi certo, che il mercurio non guarisca Umalattia come un antidoto contro il veleno, chela produce, ma in qualche alno modo , fia que*fto fpiegabile , o no .
L' argomento più faecìofo per provare» che ilmei curio e? un antidoto, è, eh'effondo elfo ap-plicato a qua/che parte del corpo, nella quale ilveleno venereo e più abbondantemente accumula-to , facilmente riefee a guarire la malattia loca-le. Ciò sppariice fpscialmente nei cali di can-cri, che fono facilmente curati colla immediataapplicazione del mercurio fopra di elfi : ma ciònon fomminiUra una prova, perchè il mercurioin pari modo guanfee molte efulcerazioni , nellequali non vi è fofpetto di veleno venereo. E fésiic.mo s* immaginai/è , che il mercurio guariffequel}; efulcerazioni per effer un antidoto controìì veleno y ch'effe contengono , conofeerebbe j'in-iuiiiltenza di quella opinione , quando confideraf-(e, che i bilfami, e più certamente il rame, fo~no capaci di fanare quelle efulcerazioni al paridv a l mercurio. P--r la qual cofj dalla guarigionedei cancri per mezzo dell'applicazione del mer-curio non fegue neceffa ria mente, che fi debbaconìiderare quel rimedio come un antidoto ; ne)io Co, che fi polli addurre alcun ahro argomen-to in favore di una tale opinione ( ioo ) .
Fu peto effervato difopra, che la prfncipalragione pe fupporre , che il mercurio fana invirtù d'elTer un antidoto, confida in ciò , chenon è fiata addotta alcun'altra fpiegazione buonadei come effo fani in altro modo la malattia .Ma a noi tocca di occorrere ad una conclufione,che noi non ammettiamo, e perciò noi intra-prendiamo di dar /a foluzione d'un problemadifficile, cioè di fpiegare in qua! maniera il mer-curio gearifea fa malattia venerea . Noi fumoptrluafi], eh'fgli ciò faccia coli'accrescere l'efcre-
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