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6 (1798)
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DEI MEDICAMENTI.Hjdntrgjm ,

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Nel trattare di quefla foflanza rrù verrà fpeflboccafione ài nominarla, e mi valeth perciò deitermini d'argento vivo> e di mercurio, i qualitermini fono ora coti generalmente ufati, e no-ti, che non vi può eflere adito alcuno all'equi-voco . Io tratterò di quello medicamento più pie-namente che potrò, poich' effo è uno dei più uti-li, e più nectffarj rimedj couofciuti ; e perciòformò il foag,»uo di molte difcuffioni, e ferirti :ma (kcome io penio , che molte di quefle dif-cuffiooi fieno fupeiftue, procurerò di metter lacofa in una villa la più concifa, e la più ftm-piice, eh'è peffìbile ( 80 ).

lo fono per fini fo, che l'argento vivo nel fuoi?ato nativo, o, fecondo fi dice comunemente, nelfuo (lato corrente, fia una foftarza perfettamen-te inerte riguardo al corpo umano. Circa fefiant'anni fono full*autorità del Dottor Dover autoredell'opera Ancitnt pbìfician 's Leg.icj, il mer-curio crudo fu porto frequentemente in ufo , evenne anche in moda; ed io fo molti cafi , neiquali effo è flato impiegato molto largamente ,e per lungo tempo : ma neli' efame il più fince-to', ed il più rigoroso, eh' io poteilì fare, io nonconobbi, eh'effo produceffe mai alcun effetto fen-fibile, fan affé alcuna malattia ( 90 ).

Dopo quel tempo appena è flato mai impiega-to in pratica , non fui fuppoflo, che col fuopefo eflò pofla vincere alcune coflrizioni od oftru-zioni nei canale interinale. Ma Ja teoria di que-lla opinione è erronea ; ed io non ho mai effer-vato in molti cafi, che venne occafione d'ado-perarlo , ho fentito da altri, eh' effo fia qual-che volta riufeito.

Per la qual cofa per render l'argento vivo

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