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6 (1798)
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25
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DEI «ED 1G AMENTI. a?

Io ho detto che non conofco alcuna differenzadi qualità medicina/e fra lo zucchero ed il mele :ma non intendo , che queft' affcrzione fia prefain tutto rigore ed affoiucamente ; poiché mi furiferito cV dfèriì rimarcato da certi afmatici dell'avvantaggio per mezza del eopiofoufo del mele:e è poìfìbile , che il me/e fia in quakhe mo-do difpofta a paffare per gli organi efcrctorj de*polmoni, la cofa può avere qualche fondamento;ma non è ancora dimoftrato } che Jo zuccheroprefo nella medefima quantità non avrebbe avutoil medefimo efletto . In alcuni de' predetti cali ilmele fu prefo alla quantità di più onde al giorno.

Glycyrylrìz.ii.

Qoe/t'J una ben nota radice, la quale offre unagran proporzione di materia zuccherina ; e quan-do quefta n' e eftratta fola , erta non ditfèrifce dal-lo zucchero comune, e perciò non difrcrifce daquello in alcuna fua medicinale qualità (33) .

Qiseft'è particolare riguardo ad effa, che oltrealla fua foftanza dolce, effa contiene una materiaamara, e difguftofa, la quale però viene eftrattaper mezzo folamente di una lunga bollitura; ec;J> pertanto e' infegna, che per ottener il dolce,e fcanfar 1' amaro, la liquetizia dovrebb; efferfempre atloggettata ad una leggera , e breve bol-litura . Qaefta pratica è al prelente comunemente(labilità ; ed io l'accenno io/enoente per avvertireuna cola, che è (fata molto oi?ervata,ed e, chementre tutti gli altri dolci eccitano Ja fete , laliqueriz'a la leva , e fu perciò anticamente chia-mata /Cìi-4>9*. Per render ragione di una tal pro-prietà io offervo , eh'io non trovo, che il dolcedella liquerizia eftingua la fete meglio degli altridolci ; ed io penfo che il giudizio falfo fia pro-venuto da ciò , che f« un pezzo di radice fi mj-

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