Il
27* N O T E D E L
perar la canfora nel vijuolo confluente e perbocca , e fotto forma di triftere ; ma effa mi par-ve etfer riufcita piuttosto n<«:iva, che utile; men-tre di tre fanciulli per tal mezzo trattati, duemorirono, ed uno fi ricupera a fìento, ed ingrazia probabilmente d'altri più opportuni ajuticontemporaneamente fomminiftraù . Si leggonoperò var) cafi di vajuolo maligno» in cui la can-fora riufcì utile. Io credo, che quando s'abbia-no unitamente al vajuolo petecchie, e fegni d'una diflbluzione d'umori, la canfora porfa riu-fcire di non mediocre avvantaggio .
(140 ) Quando gli efantemi fieno ritrocsOG perl'azione d'un'aria fredda, alia quale I* infermofva ft.»\.<a \mijTui.cmememe efpofto, oppure perqualche patema d'animo, e che non s'abbia néflogofi nel fangue, né faburra putrida nelle pri-me vie, io fono inclinjto a penfare, che la can-fora farà molto opportunamente apprettata.
(141) Bifogna però fempre avvertire, cheque-iti mali non iìano accompagnati ne da pletora,né da gaftrica putredine .
(141) Molti cafi fi narrano dagli Autori dell'efficacia della canfora nelle affezioni convulsive ,fpafmodiche, epilettiche. Si racconta, che unafemmina, la qua/e da tre anni foffViva ogni ge-nere di fpafmi, prodotti, ficcome pareva, da un'acrimonia podagrofa, guarì per mezzo della can-fora. Coì\ parimente fi trovò utile la canfora fo-pra^ qualunque altro rimedio contro gli acceffideH'afma convulsivo cronico, eflendo fpezialmen-te prefa fotto {orma fluida fcio'ta in qualche op-portuno liquore. Loeher alferifce, che un epilet-tico da tre anni guarì per mezzo della canforaunita coli'aceto. Anche il Tilfot nel Aio Trat-tato full'Epi/effia dice d' aver ottenuto qualchevolta del vantaggio dall'ufo della canfora, fenzaperò, che potefle afferire di aver ottenuto per il
fuo