lèi N O T E D E L
gegnofe, le quali hanno fatto comprendere, cheanche quefio veleno introdotto nel fangue produ-ce la morte dell'animale. I fatti riferiti non am-mettono dubbio ; l'efperienze fono ftate fatte colrnaflìmo fcrupolo, ed efattezza : quello veleno in-trodotto nel fangue, fenza toccar punto le partifolide, ammazza l'an<male,e loammazza in bre-viffìmo tempo . Opera dunque quefto veleno fuifangue , ma non fembra , che il Fontana giudi-chi , che ciò efio faccia quafi a modo di lievito,o fermento; ed a queùo proposto io rimetto illettore a quanto ho efpoiìo di fopra ( n. i ) ,
( 119 ) Ved. n. 121.
(tio) L'acqua di cilegie nere fi prefcrive at'itolo ài corà\a\e , ed anodino. Nondimeno efiaper lo più fi adopera a uto\o di veicolo nellemifture, ficcome p. e. quando in queft' acqua fiverfano alcune goccie di laudano liquido. QueCt'acqua fola nella maniera , nella quale è appiedodi noi preparata , fi può prefcrivere alla dofe dimezz'oncia fino alle due.
(iai) Le mandorle amare hanno moftrato inmolte efperienze, che fi fon fatte, una qualitàfofpetta e deleteria, in qualche parte fimile aquella del lauro-cenrfo. L'efperienze fpezialmentedi Wepfero iembrano metter fuori di dubbio unatal verità.
(121) La canfora è una fofianza particolarefotto forma concreta,granita , leggiera , cedente,infiammabile, volatile, bianca, fplendente , d'unodor, che rammenta un po' quello del rammeri-no, ma più forte, d'un fapor acre, amaro, aro-matico , che diffonde per la bocca un fenfo d'in-fiammazione, mifto però ad una qualche fenfazirne di freddo.
(113) Ved. Tom. III. n. 194; ed oltre a ciòil Tom. IV. della Chimica di Fourcroy; l'arti-colo Canfora del Dizionario di Storta Naturaledi Bomar ; Federico Gronovio camfhor*. hiftoria ,
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