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rìròno , fette peggiorarono. Bergio però fa gran-di elogj a quella foftanza, ecco le fue parole :3 , fsepius ipfe vidi maniaco» in integrum reftitu-5 , tos abfque relapfu ex propinato extraclo datu-«,, tx per rempus quoddam continuato . Deliriums, poft pnerperium faepius curavi cum datura ,s , ubi alia fefellerunt . Pariter ilJa profuit ad-„ vcrfus ideam fixam ex m<Erore,cum dehratio-„ ne manfueta conjuncta . Si fetaceum nuch*„ ;ungitur ufui datura: in mania, citius curatur3 , morbus „ .
(iij) Supponendo, che l'attività dello ftra-inonio derivi, o fia favorita dd un principio vo-latile, l'eftratto ne farà meno efficace, quantomeno farà recente, o quanto maggior grado dicalore s'è adoperato per prepararlo .
(114) I grandi fucceffi , che m qualche occa-sione ha avuta quefìa foftanza, meriterebbero cheàMedici prudenti ed oculati fi prendeffero la curadi moltiplicarne 1' offervazioni, onde determinardi quefta medicina Je vere virtù e la più retteamminiirraz/one .
(115) Il Lauro-cerafo ha più meritamenteluogo fra i veleni, che fra i medicamenti. Nel17*8 a Dublino due femmine avendo prefo a ti-tolo di confortativo una certa copia di acquadistillata di lauro-cerafo , morirono in capo apoco. Una di quelle ne ave» prefo circa undecidramme nello fpazio di un' ora , e l'aitra permoftrare l'innocenza di quell'acqua, ne prefe duecucchiaiate ad un tratto. Quell'ultima morì qualifull* ìftante; la prima dopo alcune ambafcie diflomaco perde la favella, e morì. Quello acci-dente avendo richiamato alla memoria un altrocafo limile accaduto quattro anni innanzi a Kil-Jcenny, indurle a far dell'efperienze con queftoliquore fugli animali. Madenn fu il primo, cheìntraprefe un tale ttavaglio. In feguito vi fi ap-plicarono molti altri valenti Oflervatori , fra
lem. V. R i qua'
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