CAPITOLO J. 5
guarda h tnankra , in cui ]' azione generale de*zìmedj può eflère diverfzmente modificata , fe-«condo i differenti (tati, e circoftanze, in cui ilcorpo umano può ritrovarli in differenti Deca-goni ,
CAPITOLO 1.
Bell'azione de'rimed) fui corpo in generale.
IN quefH tempi egli non è neceffario moflrare 3chs l'azione degji altri corni fai corno uma-no proviene principalmente dall' impililo di queiìicorpi filli'eitremità od altre parti de'nervi ( 3 ) jin confeguenza di che lì propaga un movimento.Junghefib i nervi dal luogo dell'impulfo fino al-la loro origine o nel cervello , o nella fpinal mi-dolla; e che in tal cafo vi fi produce per lo piùuna fenfaz.ione , Quella poi dà generalmente oc-caGone ad una volizione ; onde s'eccita un mo-to, che eitcndo detetmAnato lungo i nervi , chevanno a Certi mufcoli , o fibre motrici , quellevengono in canfequenza melTe in azione, ondelifultzno i varj effetti ad una tale azione conve-nienti .
Quefl' è l'idea generale della connefTione delcorpo umano colle altre parti della Natura ;o delmodo, con cui gli altri corpi agifeono fui corpoumano, e con cui effo a vicenda reagifee fu lo-ro. Quella condizione, per cui effo è dif porto adeffer particolarmente affetto per l'azione degli al-tri corpi fopra di lui, è chiamata fenfibilità (4);la quale fembra eflftere in ogni parte , che noipolliamo ravvifare formar porzione del fuo fifte- 8ma nervofo; e quella condizione de^ corpo uma-no , per cui certe h\? parti fono difpofte a fubirceni movimenti di contrazione eccitati in loro oper una comunicazione col firtema ngrvofo , co-
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