S’a te non e men grato ■
Pregar dei figlio : a’ voti miei difvckQuel che di Ici, di me difponga il fato.Moftra ti prego, o Paci e.
Aii' incerto nno cor 1’alto dcftino :
Ch’ io sia Padoro : e al fuo voler «Pinchino.
IVla gia sii. gl’ occhi lento
Venire il fonno:'&: a dormir rtVinvita»
Udi Fauno i miei voti : io nPabbandonoAlia quiete, al ripofo. * metti a f eder *
Dormi Latino, dormi. E fogna intantoPace a te, pace al Regno ; e fine al pianto.Larve,logni, ombre vaganti, Ccmparif
■’o J . . "■ ’ , cono vane
Che turbate il nno ripoto : Lan . c .
Del mio ftato lacrimoio,
Se picta fperar pols’io : un fol momentoAbbia pace, vi prego, il mio tormento.
S' addormcnra.
SCENA