Jo quai forze opporrolli i e dal fuo sdegnoQuale avro {campo ; e qual difefa il Regno ;
Bne. Signor, quefta mia fpada: e mille , e milleCon lei faranno in tua difefa. Lat. Enea,Nel rifchio, in cui mi trovo,
Non ricufo 1’offeita : ella e ben degnaDel tuo gran core : e la picta, che moftriDel mio dolor, la crudelta riprendeDi te mia figlia. Ah • fe 1’amor paternoHa luogo in te, $’ il Genitor cadenteMerta quefta pieta t renditi b figliaAlia ragionc $ et al tuo cor fa forza;
E con quefto di te penfier ben degnoSalya te , falva il Padre, e falva il Regno.
Ldt' A hi ! Padre : Ahi 1 qual dimandi
Cola da me , che non e mia ? Le nozzeDi Turno io non ricufo. E fe poteffiDirei damarlo. Lat. E che dirai allora:Quando vedrai di fangue,