E ve. Del bcll* Idolo , chc adoro
La fcmbianza io miro in te.
E in mirarti : ahi qual ardoreM’arde il core!
M’ arde si : che s’ io non moro,Caro volto , e tua merce.
Del bell’ Idolo, &c,
TuArv. Enea : S’in me tu vediDi lei che ti feriLa lembianza gradita:
Mirandomi piu crudaSi fara la ferita.
Et io faro dolentc,
S’ inafpriro la piaga:
Ne di lanaria poi faro poflfcnte.
Ene. Da cjuelle luci vaghe
Jo non cerco falute ; io cerco piaghe.
La<~v. E di quella mercede
II tuo delir sappaga ? Em . Jo fon contento
Delia
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