CITTA' DI VINEGIA. 317Uffizj divini, e doveffero predare ubbidien-za a quella Sede. Indi per la morte forfèdì quefto Sacerdote fu conceduta dallofteffo Vefcovo negli anni 1246. alle Mo-nache di S. Cipriano, le quali abbando-nato il vecchio Moniftero, ne fabbricaronocolà un nuovo.
Ella è molto ornata, cogli Altari affaiben difpofti ; e vi fi veggono molte Pitturedi valenti uomini, cioè di Santo Peran-da, di Matteo Ponzone, della Scuola delBonifaccio, delPAlienfe ; ma fono , da pre-giarci affai le opere di Paolo Veronefe ,che molto qui affaticoffi. Egli ha dipintala Tavola dell' Aitar maggiore ch'è bel-liffima: di cui pure fono i due Profeti a'lati del detto Altare. L'Organo è tuttomirabilmente dipinto dal detto : e nellaFacciata finiftra della Chiefa i dieci Qua-dri concernenti la vita di fanta Catterina,fono tutte opere dello fteffo eccellenteMaeftro.
Confervano quelle Religiofe uno de'Chiodi co' quali fu Crocififib Gefucrifto,e il Corpo di S. Criftina Vergine e Mar-tire veftito di carne , che negli anni 1432.fu levato dal Moniftero di S. Marco diAmiano, il quale diftrutto dal tempo , fua quefto unito da Eugenio IV.
Oltre a' due accennati Monifterj, ne 5
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