CITTA* DI VINEGIA. ? oy|ia a benefizio de'poveri Soldati ; ed han-iiO i loro Cappellani Sacerdoti.
Curiofa cola intorno a quella Ifola, edegna di memoria fi è, che quando nei1647. furono in eiTa trafportate le Mona-che dal Regno di Candia, le quali oltre-pafiavano il numero di 200. quantunquefofTero di tre diverfe Religioni ; cioè Be-nedittine, Francescane, e Domenicane eavellerò i Cori e i Refettorj feparati, co-me anche le Superiore .' tuttavolta ogni co-fa fra effe era commune ; e nelle diver-tita de' loro Iftituti, fi mantennero fempreuniformi nella offervanza Religiofa e nellabontà de'coftumi, vivendo tutte concor-demente in una tranquiliffima pace , eprefiochè incredibile virtuofo efempio.
Secondo il Sanfovino quivi ripofa il Cor-po di S. Leone, Vefcovo di Modone.
Vi fono anche le Memorie di MicheleSoriano Cavaliere e Dottore, uomochia-riffimo di que' dì.
Ma è tempo di pattare ad altre Ifolemaggiori nobili ed antiche , o piuttofioCittà; il cui ingrandimento derivò dallarovina di Aitino, e la decadenza dall'au-mento della Città di Vinegia . Queftefonoquelle Ifole, ch'erano dinanzi Aitino eche lo coprivano, delle quali cosi fcriveCaffiodoro : Addì tur itti littori ( parla di Al-
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