SESTA. 263
io Giorgio Malfari, in forma nobile mae-ftof* e ricca, i cui Altari fono intonaca-ti con Diafpro di Sicilia, e le Tavole diquelli; oltra quella del CrocinfTo, che èdel Tintoretto, fono de'primi valentuomi-ni de' noftri dì; cioè quella di S. Pio V.di Sebaftiano Ricci, opera delle più infi-gni de'fuoi giorni, d'ultima, ch'egli di-pinfe ; l'altra fommamente da tutti loda-ta, di S.Vincenzo Ferrerio, di Giaroba-tifla Piazzetta; e la quarta colla B. V.e con alcune Sante Vergini Domenicane,vagamente dipinta da Giambatifla Tiepo-lo; il quale dipinfe anche tutto il Palco:Opera che viene communemente ammira-ta. La Tavola poi di Baffo rilevo in mar-mo di S. Domenico è opera dell'infigneScultore Morlaiter .
Nella Chiefa vecchia vi fono Pitture delTintoretto, del Palma, del Jacobello ,e di Tiziano, le quali meritano di effe-re trafportate nella nuova.
Vi fi conferva il Corpo di S. MarianoMartire.
Quelli Religiofi hanno una ricca Libre-ria , che vanno tuttora accrefeendo ; laquale fi può fenza dubbio annoverare trale più celebri della Città, maffime dopoil grande acquiflo che di frefeo fecero del-la fcelta e copiofa Biblioteca del chiarif-
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