a vederlo. In quest'anno 1744. hafinito una grande Camera per SuaEminenza il Signor Cardinale Rez-zonico Vescovo di Padova, ch'èsominamente bella e finita; ed al-tra pure ne ha compito per i Sig.Caprara di Bologna. Dipinse anchoad oglio istorie, con le quali si faqualche merito, inferiore però aquello che si procaccia col dipin-ger arazzi, nella qual operazione sipuò dire esser unico.OTTAVIO LEONI nato in Roma, det-to comunemente il Padovanino, adistinzione di Lodovico suo Padre,e Maestro, chiamato il Padovano,perchè nativo di quella Città; im-parò a fare così benei ritratti, cheservì Principi, Monarchi, e Pontefici, particolarmente Gregorio XV.che lo dichiarò Cavalier dell'Abi-to di Cristo: dipinse in oltre pervarie Chiese di Romay fece una se-rie di ritratti degli Uomini più il-lustri dei suoi tempi, e li diede al-le stampe in acqua forte, ma tan-ta fu la fatica, che oppresso da unmale d'asma, cessò di respirare ne-gli anni 52. e nella Chiesa del Popolo fu sepolto; lasciò Ippolito ilfiglio pratico nella pittura. Baglioni fol. 321.OTTAVIO PARODI è nato in Pavial'anno 1659. è stato scolaro d'Andrea Lanzani Milanese; ha studiatoin Roma; disegna diligentemente,ed ha fatto quadri diversi in Pa-tria, e per altri luoghi.OTTAVIO PRANDINO onoratamentememorato dal Caprioli nelle Storiodi Brescia, per eccellente, ed insi-gne Pittore, scrivendo nel lib. 9.che non si fusse per anco ritrova-to, ai giorni suoi, alcuno pari alvalore, ed arte di lui nel dipigne-re, inalzandolo sopra Gentile Pit-tore da Fabbriano, ed altri, chefiorirono nel 1412. Cozzando fol.123.OTTAVIO SEMINI Genovese figlio,
401e scolaro d'Antonio; dopo averlocon Andrea il fratello educato neldisegno, mandolli a Roma, peristudiare sopra le statue, e pittureRomane, e particolarmente Raffael-lesche, e furono stimati i miglioridisegnatori di quelle Accademie:ritornati in Patria, a olio e frescofecero vedere le prove del loro pro-fitto, dimodochè Giulio Cesare Pro-caccino stimò un opera d'Ottaviodi mano di Raffaello. Invogliatidi vedere Milano, là furono accol-ti con sommi onori nei Palagi, enelle Chiese principali: ritornaronoalla Patria, ma Ottavio dedito alpiaceri, rapì bellissima fanciullae fuggì in Savona: questa, perchèvestiva da Uomo, macinava i co-lori, e sempre con quelli tignevasila faccia, non fu riconosciuta dallagiustizia, nella perquisizione, ched'ordine dei parenti gli fu fattad'improviso. Ritornò a casa, d'indi a Milano, e condusse sempremalamente la vita. L'anno 1604.entrato un giorno nella camera peril riposo, sulla sera fu ritrovatomorto, terminando così miseramen-te í suoi giorni questo valorosoPittore Raffaellesco, bizzarro, fan-tastico inventore, e gran colorito-re. Soprani fol. 75.OTTAVIO VAN VEEN, cioè VENO,nacque d'onesti parenti in Leiden;su allievo nel disegno d'Isac Nic-coli, e nel dipignere di Joas deMinghen: partì per Roma, dovenel colorire seguì la maniera deZuccheri, e riportò tanto fruttoche fu desiderato dalla Germaniadalle Spagne, e dalla Francia. Inlode di questo grande Autore, ba-sta il dire, che diede i principj deldisegno a Pietro Paolo Rubens.Ghiberto chiarissimo nell'intaglio,e Pietro degnissimo Pittore, furonosuoi fratelli. Sandrat fol. 279.OTTAVIO VIVIANI acclamato in Bre-scia per il dipignere di prospettiva,Eeee di