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Abecedario Pittorico : Contenente Le Notizie De' Professori Di Pittura, Scoltura, Ed Architettura
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de poi potè comparire in Veneziafondo di sapere, che entrò in Sanin pubblico con gloria, e con ono-Pietro Vaticano con il mai abba-re. Sandrart fol. 392. vedi Angelicistanza lodato Martirio di S. Eras-Renieri con altre sue figlie Pittrici.mo, e molti altri quadri dipinseNICOLO' ROCCATAGLIATA Genoveseper Ambasciadori, Cardinali, e Prin-industrioso lavoratore di getto, ecipi. Volò intanto la fama del sucdi marmo, ammaestrato da Cesarevalore in Francia; e nel 1640. conGroppi, partì per Venezia, e tan-lettera speziale fu dal Re invitatoto studiò, che sebbene per la sover-a Parigi, dove arrivato fu trattechia applicazione perdette un occhio.nuto, ed accarezzato da S. M. checostante però a seguire l'intrapresagli donò un Palazzetto, e due mi-carriera della perfezione, giunse alla scudi d'oro, oltre il pagamentole mete fortunate di valente Scul-dei quadri di Fontanablò; lo di-tore, stimato dai Pittori, e parti-chiarò suo ordinario Pittore, e Sopra-colarmente dal Tentoretto, il qua-intendente a tutte l'opere di Pittura ele servì di molti rilievi: ritornèdi Architettura dei Reali Palagi. Moralla Patria, ove lavorò per moltito, che fu il Re, ritornò a Roma,particolari. Sopcani fol. 188.e per 23. anni continui, seguì aprovvedere di sue bellissime opere NICOLO' RONDINELLO da Ravenna.Questo Pittore, dopo che si partìvarj Signori. Giunto l'anno 1665da Gio: Bellino suo Maestro, affa-riposò in pace; lasciò 15. mila scu-ticossi nell'arte con istudio, e condi di valsente; fu sepolto in Sanmaniera tale, che fece opere dili-Lorenzo in Lucina, accompagnatogentissime per molte Chiese di Ro-da tutti i Pittori di Roma. Bellemagna, e per la sua Patria, citateri fol. 407. vedi Gasparo Poussin. (anelle Croniche di Ravenna, e dalNICOLO' PRUCHERT. Chi brama ve-Vasari par. 3. lib. 1. fol. 248. visse 60.vere l'opere sue a gomma, ed aanni, e fu sepolto in S. Francescoolio, entri nella Galleria Elettoraledi Ravenna.di Monaco, e stupirà nell'osservareNICOLO e GIO: BATISTA ROSSO belle fatture: era Uomo, cheFiamminghi, eccellenti Maestri dimolto tempo perdeva nell'insegnaretessiture di Arazzi. Da Fiandra glia parlare, o a giocolare ai papa-fece venire il Duca Federico digalli, ed alli storni, ad inventareMantova per tessere Arazzi col di-balli, e commedie, a lavorare stru-segno ed assistenza di Giulio Ro-menti di nuova invenzione; per al-mano; un fornimento dei quali tes-tro se avesse applicato tutto il tem-suti d'oro con istorie sacre, bellis-po alla pittura, gran cose si sareb-simi non men per il disegno, chebero vedute dalla sua mano dipin-per l'artifizio, fu donato da essete. Sandrart fol. 320.Duca alla Fabbrica del Duomo diNICOLO' RENIERI Mabuseo, gettatiMilanoi primi fondamenti pittorici in An-versa sotto Abramo Janson, volle § NICOLO ROSSI, Napoletano Fit-tore e Scolare di Luca Giordano,inalzare la maniera in Italia con lefu così abile imitator del Maestro,regole di Bartolomeo Manfredi, eche da esso era impiegato nelle o-ottenne l'intento in Roma: fattopere di grande importanza, comedimestico di Casa Giustiniana, dallnel soffitto della Capella del Realesemplare di quella famosa Galle-Palagio di Napoli, dove il Rossi fe-ria, erudi sempre più i lavori, on-Ddd(a) Di lui ha S. M. tre pezzi istoriati ed il suo ritratto.