316re istorie, e sarebbero giunte anco-ra alli nostri contorni, se la mortenon gli avesse in età fresca impedi-to il passo. Sandrart fol. 314.GO TOFREDO KNELLER, fratello di Gio-Zaccaria, nato in Lubecca: termi-nato il noviziato del disegno, pro-fessò la pittura in Baviera, in No-rimberga, in Italia, ed in Inghil-terra, lasciando per tutto gran fa-ma ne' ritratti in grande, ed in isto-riati, con introduzvi i figli, e fa-miglie intere, riportandone riguar-devoli ricompense dalli Principi, eda' Monarchi. Sandrart fol. 391.Morì nell'anno 1717. in Londra.§ GOTOFREDO SCALCHEN, nato ci-vilmente nel 1653. dal celebre Ge-rardo Dau apprese l'arte, e si fecesua la maniera del suo Maestro. Fusì felice nel rappresentare cose not-turne al lume di torcie, e candeleche pregiatissime furono le sue ope-re lui vivente, e ricercatissime do-po morte. Servì a Guglielmo III.Re d'Inghilterra, ed altri Principie Signori. Morì all'Haya nel 1706.Abregè tom. 2. a cart. 104.GOTTARDO RIOGHLI Tigurino, natol'anno 1575. fu ingegnosissimo inopere grandi dipinte a fresco. San-grart fol. 381.GRAFFIONE Fiorentino, scolaro di A-lessio Baldumetti, che morì nel 1448.Fu uno de' più stravaganti cervelli,che mai vivesse in quei tempi.Quanto comparve libero, franco, efondato nel discorso, altrettanto suerudito nel disegno. Non mangiòmai a tavola, che fusse apparecchia-ta d'altro, che de' suoi cartoni; nondormì in altro letto, che in un cas-sone ripieno di paglia senza lenzuo-la; vestì sempre un abito, sino chelogoro li cadde d'addosso: ebbe sen-sate e curiose conferenze con Loren-zo de Medici, come si può vederenel Vasari pact. 2. fol. 237.GRANELLO e FABRIZIO, figliuoli diGiam-Batista, detto il Bergamasco,
furono Pittori di vaglia nel dipin-gere grotteschi. Furono chiamati inIspagna per dipignere la Sala delCapitolo nel Regio Monastero dell'Escuriale, ed ivi si fecero nome, ecompirono per la Corte molte ope-razioni. Viveano circa il 1600. Pa-lomino tom. 2. a cart. 243.GRAZEO COSSALE, nella sua Patria diBrescia colorì moltissime tele a oliocon franca maniera, ben disegnate,e meglio colorite: rappresentò perordinario storie copiose di figure benposte, ed atteggiate, e sono mento-vate dal Conzando fol. 121. Morì tra-fitto da un suo figlio d'archibugiata.GREGORIO BAUSA, Pittore Valen-ziano, fu uno de' migliori scolari diFrancesco Ribalta, ed ebbe fama dibuon Pittore. Nella Chiesa de' PP.Carmelitani Scalzi di Valenza fecela Tavola all'Altar maggiore colmartirio di S. Filippo; la qual pit-tura maestrevolmente condotta gliapri l'adito a dipignere in moltipubblici e privati luoghi di quelRegno. Passò all'altra vita nel 1656.in età d'anni 60. Palomino part. 2.a cart 313.GREGORIO BEERINCHSINDESCHAER,che in lingua nostrana vuol direGregorio nelle forbici, Pittore diMalines, pratico nel fresco, e neipaesi. Ritrovandosi in Roma senzadanari, dipinse in gran tela dal me-zo in su aria, dal mezzo in giùacqua, sopra la quale galleggiaval'Arca di Noè, senza far vederenè pure una figura: esposto il di-pinto al pubblico, capitò un Cava-liere di buon gusto, e richiedendo,che significasse quel colorito, ri-spose essere il Diluvio: ove sonole persone? soggiunse il Cavaliere,aspetti V. S. ripigliò il Pittore, checalino l'acque, e compariranno nelsondo i morti, dall'Arca uscirannoi vivi; piacque tanto il pensiere aquel Signore, che lo provvide didanari, e d'opere. Morì nella sua