di Gio: Gioseffo dal Sole; egli ma-neggia con franchezza i pennelli inBologna, dove ha condotto in con-sorte la Sig. Lucia Casalina n'taanno 1677. Pittrice Bolognese, edella Scuola medesima, la quale fapubblica mostra dell' opere sue di-pinte. Visse ancora Gio: de' Gior-gi, detto Torellino, scolaro, e nipote di Felice, il quale si porta-va molto bene nel disegno, e conl'avere praticate le maniere Ro-mane, per lo spazio di 13. anniportò a Bologna un vago colorito,il di cui forte era un impasto cosìmorbido di carnagione toccante lamaniera Baroccesca, che dava altesperanze di dovere riuscire gran Pit-tore; ma dopo essersi trattenuto po-chi giorni, morì d'anni 31. il dì25. Novembre 1717. e fu sepol-to nella Chiesa di S Agata di Bo-logna.FELICIANO da S. Vito, scolaro di Da-mello da Volterra, con Michele degli Alberti Fiorentino fu erede di200. scudi, degli stucchi, delle stam-pe, e de' disegni del Maestro, conordine di compiere l'opere sue la-sciate imperfette alla morte, cheseguì nel 1566. Vasari part. 3. lib. 1.fol. 105.FELICITA SARTORI, ora HoffmanVeneziana, eccellente Pittrice dipastello, e miniatura, divenuta ta-le per gli insegnamenti, direzione,ed esempio di Rosalba Carriera lapiù virtuosa pittrice del nostro se-colo, in casa della quale molti an-ni dimorò trattata, ed amata comese stata fosse sua figlia. Maritatasipoi con un Gentiluomo di casa Hof-sman, Consigliere di S. Maestà Re-di Polonia ed Elettor di Sassoniae passata col Marito a Dresda, iviora fa soggiorno, godendo l'amoree la stima di tutta quella Corte,ed operando per suo piacere, o percomando di quel Mecenate Sovra-no. Pregiatissime sono le opere di
165lei, e carissime a chi ne ha, men-tre S. Maestà vuole averle tutte perornamento do' suoi Gabinetti. Dicortesi maniere dotata, si fa un pia-cere di trattare con quanti forastie-ri di conto capitano in Dresda, echiunque ha l'incontro di conversa-re con essa, ha motivo di restarpreso non men dalla sua virtù, chedalla sua compitezza.FERDINANDO BOL, Pittore Ollan-dese, studiò la pittura nella scuoladi Rembrand, bravo Maestro di-venue d'istorie, e ritratti, e sì fe-lice fu nel colorito, che piace an-cor più di quello del Maestro; ilche ad evidenza apparisce da unsuo quadro nella Galleria regia diS. Maestà Re di Polonia, con il ri-poso della Vergine in Egitto, figu-re al naturale, il quale posto alparagone coi Caracceschi, Correg-geschi, ed altri, nella forza, e dis-posizione del lume gareggia conquelli di tutti i grandi Maestri, chesonovi accanto. Jacob Campo ne dàla vita in idioma Ollandese part. 2.fol. 54.FERDINANDO CAIRO è nato in Ca-salmonferrato l'anno 1666. ed haimparato il disegno da suo PadreGio: Battista: spedito poscia a Bo-logna, entrò nella scuola di Mar-cantonio Franceschini, nella qualefermossi per lo spazio di dodici an-ni, e si fece imitatore di quellabella maniera, e vago colorito;lasciò in Bologna diverse cose di-pinte, ed altre ne spedì alla Patria.Andò poi a Brescia, dove l'anno1701. ricercato il Franceschini, perdipingere la Volta della Chiesa diS. Antonio Abate, Collegio de No-bili, nè potendo egli andarvi,là spedì Giacinto Garofalini dilui nipote, che insieme col Cai-ro dipinse in tre scomparti tutta lasuddetta Volta, e per la quadratu-ra servì Don Mattja Benedetti daReggio, e riuscì il tutto a perfe-