104anche di miniatura con vago colo-rito e corretto disegno. Vivea ne-gli anni 1640. Ridolfi par. pr. acar. 112.BIAGIO VAIRONE Scultore Milanesescolpi il David dopo la facciata delDuomo di Milano. Lomazzo fol. 684BIAGIO PUPINO Bolognese Pittorecommunemente detto Mastro Bia-gio dalle Lame, imparò la Pitturadal Francia, fu Musico celeberrimoMalvasia par. 2. fol. 56.BLAS de PRADO, Pittore nato inToledo, fu accettissimo a Filippo II.Re di Spagna, che al suo servigioil trattenne. A petizione del RediMaroco, colà il mandò, ed ivi lun-go tempo fermatosi persoddisfazio-ne di quel Re fece 1 ritratti di tut-ti i Monarchi di Europa. E avve-gnacchè presso quella barbara na-zione nè uso nè genio di Pittura vifosse, e dai loro costumi fosse vie-tato il veder scoperta la faccia dele Principesse, pure a lui su per-messo di fare il ritratto della figliadel Re, dal quale fu con splenddezza regalato, e rimandato in Is-pagna con preziosi doni inviati alSovrano Filippo. Il Sign. AntonioVanella, Cavaliere dell' Abito diCristo, possiede sei quadri di que-sto artefice, opere singolari e digrande vaghezza. Nella Casa deiSignori Fratelli della Misericordiain Portogallo, di mano di lui veggonsi i Sponsali del Re D. Emma-nuele egregiamente rappresentati.Celebre per la sua virtù e riccodi facoltà nell'anno 1557. in età dianni 60. morì in Madrid. Palomi-no a car. 240. tom. 2.BOCCACINO BOCCACCI Pittore Cre-monese, con maniera Peruginescafiorì nel 1540. e morì d'anni 58.lasciando Cammillo il figlio più pra-tico di se medesimo nell'arte. Va-sari par. 3. lib. 1. fol. 141. Lamo sol.BOCCARDINO Miniatore Fiorentino
scolaro di Gerardo Miniatore, mi-niò la maggior parte dei Libri, chesono nella Badia di Firenze; fiorivanel 1480. Vasari par. 2. fol. 360.BOLERIS bravissimo nel dipignere fat-ti notturni, baccanali, ed animalid'ogni sorta sulla maniera del Bassa-no. Questi fu uomo grave; l'an-dar suo per Città su sempre sopranobilissimo destriero assistito da servi-dori, a guisa di gran Cavaliere. Bal-dinucci p. 2. sec. 4. fol. 274.BON BOULOGNE figlio, ed allievo diLuigi Pittore, e Professore nell'Ac-cademia Reale: passato a Romapensionario dell'Accademia di Fran-cia, dopo avervi studiato cinqueanni, passò in Lombardia per istu-diare il Correggio, ed i Carracci:nel suo ritorno fu ricevuto nell'Ac-cademia Reale. Carlo le Brun lofece lavorare alla gran Scala di Ver-failles, facendo dopo molte operetra le quali le Capelle di S. Giro-lamo, e di S. Ambrogio dipinte afresco nella Chiesa degl'Invalidiopere, che gli meritarono singulareriputazione, e concetto. Aveva tal-mente studiate le maniere dei gran-di Maestri, ch'egli le imitava sinoad ingannare sovente i più fonda-ti cognoscitori una particularitàrimarcabile era in lui, che la pu-parte dell'opere sue erano dipinteal lume di lucerna, che portavaappesa sul capo nel biretto. Morid'anni 69. a' dì 6. Maggio 1717.BONACORSO GhIBERTI Fiorentino fi-glio, e scolaro di quel famoso Lo-renzo, che gettò le Porte di bron-zo di S. Gio: di Firenze; lavorò an-ch'esso in quelle, e finì di sua ma-no il fregio, e l'ornamento, che ècosa maravigliosa da vedere; morìgiovane, e lasciò Vittorio il figlioavanzato nell'arte, ma che attesepiù a consumare l'eredità avita, epaterna, che a seguire le pedate deisuoi maggiori. Da Papa Paolo III.mandato in Ascoli per Architetto,nua