DELL'ENEIDE302Fu sovraggiunto; e la cagion spiando;Oh diſſe, padre, che riviera è quella?E che gente, e che mischia, e che bisbiglio?L'anime (gli rispose) a cui dovutiSono altri corpi, a queſto fiume accolteBeon dimenticanze, e lunghi obliiDe l'altra vita; e questi io desiavaChe tu vedessi, e che da me n'udissiI nomi, e i gesti; onde contezza a pienoDel nostro sangue, e piena gioja avessiDe l'acquisto d'Italia. O padre adunque(Soggiunse Enea) creder si dee, che l'alme,Che son qui scarche, e libere, e felici,Cerchin di nuovo a la terrena ſalma,Di nuovo a la prigion tornar de' corpi?E qual (miſere loro) empio deſireDel lume di lassù tanto l'invoglia?Figlio (rispose Anchise) acciò sospesoPiu non vacilli in questo dubbio, ascolta:E'n tal guisa per ordine gli narra:Primieramente il ciel, la terra, e 'l mare,L'aer, la luna, il sol, quanto è nascosto,Quanto appare, e quant'è: muove, nudrisce,E regge un che v'è dentro, o spirto, o mente,
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