296 DELL' E NEIDEMa chi sassi rivolgono: e chi voltiSon da le ruote. Ed altri in altra guisaSon tormentati. In un petron confittoVi siede, e sederavvi eternamenteTeseo infelice. E Flegia infelicissimoVa tra l'ombre gridando ad alta voce:Imparate da me voi che mirateLa pena mia. Non violate il giusto,Riverite gli Dei. Tra questi taliE chi vendè la patria: chi la poseAl giogo de' tiranni: chi per prezzoFece leggi, e disfece. Chi da stuproE di figlia macchiato, o di ſirocchia.Tutti che brutte ed empie ſceleranzeHanno osato, o commesso. E cento lingue,E cento bocche, e voci anco di ferroNon basterian per divisare i nomi,E le forme de' vizj, e de le pene,Ch'entro vi sono. Poiche la SibillaEbbe ciò detto. Via (soggiunse) attendiA l'impreso viaggio: e studia il passo.Chè gia le mura de' Ciclopi eſtrutteMi veggio avanti, e sotto a quel grand'arcoLa ſacra porta, che'l tuo dono aſpetta.
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