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1 (1760) (1760)
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280 DELL' E NEIDEPriegoti a sovvenirmi; o che di terraMi cuopra (come puoi) cercando il corpoPer la ſpiaggia di Velia; o in altra guiſaS'altra ne ti sovviene, o ti si mostraDa la tua diva madre, chè non senzaNume divino un tal passaggio imprendi.Porgimi la tua destra, e teco trammiOltre a quell'acque: perche morto almenoPace trovi, e riposo. Avea ciò dettoQuando così la vergine rispose:Ah Palinuro! E qual dira follìaA ciò t'invoglia? Non sepolto adunqueL'acque di Stige, e la severa foceTrajettar de l'Eumenidi presumi?Tu di qui torti a l'altra riva intendiSenza comiato? Indarno, indarno speriChe per noſtro pregar fato ſi cangi.Ma con questo t'acqueta, e ti confortaDe l'infortunio tuo; chè quelle terreVicine al luogo, ove il tuo corpo giaceDa pestilenza e da prodigj astretteLo raccorranno, e con solenne ritoGli faran sacrificj, essequie, e tomba,E da te per innanzi avrà quel loco