258 DELL'ENEIDELieta la gioventù nel lito esperioGittossi: ed in un tempo al vitto intesi;Chi qua, chi là si diero a picchiar selci,A tagliar boschi, a cercar fiumi, e fonti.Intanto Enea verso la rocca ascese,Ove in alto sorgea di Febo il tempio:E là dov' era la spelonca immaneDe l'orrenda Sibilla; a cui fu datoDal gran delio profeta animo, e menteD'aprir l'occulte, e le future coſe.Avea di Trivia gia varcato il bosco,Quando avanti di marmo ornato, e d'oroIl bel tempio si vide. E fama antica,Che Dedalo, di Creta allor fuggendoCh'ebbe ardimento di levarsi a volo;Con piu felici, e con piu destre penne,Che'l suo figlio non mosse, il freddo poloVide piu preſſo: e per ſentier non datoA l'uman seme, a questo monte al fineDel calcidico seno il corso volse.Qui giunto, e fermo, a te Febo de l'aliL'ordigno appese, e'l tuo gran tempio eresse.Ne le cui porte era da l'un de'latiD'Androgeo la morte, e quella pena
Einzelbild herunterladen
verfügbare Breiten