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LIBRO QUINTO.Rapito in alto: e i suoi vecchj custodi,E i fidi cani lo miravan sotto;Quegli indarno le mani al cielo alzando,E questi il muso, ed abbajando a l'aura.A l'altro poi, che per valore il primo,Fu per sorte secondo; in premio diedePer ornamento, e per difesa in armeUna lorica, che d'antica maglia,E di lucente, e rinterzato acciaroDi massiccio oro avea le fibie, e gli orli.Questa di Simoenta in su la rivaSotto l'alto Ilio, e di sua propria manoTolse al vinto Demoleo. Era sì grave,Che da Fegeo, e da Sagari, due fortiE robusti sergenti ivi condottaEra stata a gran pena: e pur in dossoL'avea Demoleo il dì, che combattendoMise in quella riviera i teucri in volta.I terzi doni due gran nappi furoDi forbito metallo: e due gran coppeDi puro argento, figurate intornoCon mirabile intaglio. E gia donati,E de'lor doni altieri, e festeggiantiSe ne gìan tutti di purpuree bende
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