216 DELL'ENEIDEE d'un lato pendente, e ſcoſſa tuttaTremò la nave, e scompigliossi, e stette.I remiganti attoniti, con gridi,Con ferrate aſte, con tridenti, e paliStavan pingendo, e puntellando il legno,E ripescando i remi. In tanto allegro,E del successo coraggioso, e baldoMemmo ratto s'avanza, e vince il sasso;E via vogando, ed invocando i venti,Fende a la china, ed a l'aperto il mare.Qual d'una grotta, ov'aggia i dolci figlE'l caro nido, spaventata in primaDa subito schiamazzo, esce rombando,Ed arrostando una colomba a l'aura;Che poi giunta ne' campi a l'aer quetoQuetamente per via dritta, e sicuraSe'n va con l'ali immobili, e veloci;Così la Pistri pria travolta, e vagaVenìa da ſezzo: indi affilata e ſtrettaPassò prima Sergesto, che nel sassoCome da viſchio rattenuto augelloE spennacchiato, i suoi spezzati remiDibattendo, chiedea soccorso in vano.Poscia spingendo, la Chimera aggiunse,
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