Druckschrift 
1 (1760) (1760)
Entstehung
Seite
202
Einzelbild herunterladen
 

202 DELL'ENEIDETre volte cadde, ed a la terza giacque.E gli occhj volti al ciel quasi cercandoVeder la luce; poiche vista l'ebbe,Ne ſoſpirò. De l'affannoſa morteFatta Giuno pietoſa; Iri dal cieloMandò, che'l groppo disciogliesse tosto.Che la tenea malgrado anco di morteCol suo mortal strettamente avvinta:Ch'anzi tempo morendo, e non dal fato,Ma dal furore ancisa; non l'aveaProſerpina divelto anco il fataleSuo dorato capello: ne dannataEra ancor la sua testa a l'Orco inferno.Ratto ſpiegò la rugiadoſa DeaLe ſue penne dorate: e'ncontra al ſoleDi quei tanti suoi lucidi coloriLunga striſcia traendo; indi ſoſpeſaSopra al capo le stette: e d'oro un filoNe svelse, e disse: io qui dal ciel mandataQuesto a Pluto consacro: e te disciolgoDa le tue membra. Ciò dicendo, sparve.Ed ella in aura il suo spirto converso;Restò senza calore, e senza vita.