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1 (1760) (1760)
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156
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DELL'ENEIDE156Giunti di Lilibeo, toſto girammoLe sue cieche seccagne. E'l porto al fineDel mal veduto Drepano afferrammo.Qui (lasso me) da tanti affanni oppresso,A tanti esposto, il mio diletto padre,Il mio padre perdei. Qui stanco, e mesto,Padre m abbandonasti. E pur tu soloM'eri in tante gravoſe mie fortuneQuanto avea di conforto, e di sostegno.Oimè, ch'indarno da gran perigljSalvo ne ti rendesti. Ah che fra tantiOrrendi, e miserabili infortunj,Ch'Eleno ci prediſſe, e l'empia arpia,Questo non era gia, ch'era il maggiore.Oh fosse questo ancor l'ultimo affanno,Com'è l'ultimo corso! Chè partendoDa Drepano; ſe ben fera tempeſtaQui m'ha gittato; certo amico numeM'ha, benigna Regina, a voi condotto.Così da tutti con silenzio udito,Poich'ebbe Enea distesamente espostoLa ruina di Troja, e i rischj, ei fati,E gli error suoi; fece qui fine, e tacque.