140 DELL'ENEIDE.Le tue fortune, e di condurti in porto.Questo è quel che m'occorre, o che mi leceCh'io ti ricordi. Or vanne, e co' tuoi gestiTe porta, e i tuoi con la gran Troja al cielo.Poſcia che ciò come profeta diſſe;Comandò com'amico, ch'a le naviSi portassero i doni, opre, e lavoriCh'avea d'oro, e d'avorio apparecchiati,E gran masse d'argento, e gran vaselliDi dodoneo metallo. Una loricaDi forbite azzimine, e rinterzateMaglie, dentro d'acciaro, e'ntorno d'oro;Una targa, un cimiero, una celataOnd' era a pompa, ed a difeſa armatoNeottolemo altero. Il vecchio AnchiseEbbe anch'egli i suoi doni, ebber poi tuttiCavalli, e guide. E fu di remi, e d'armiCiascun legno provisto. E perche'l ventoChe ſecondo feria, non punto indarnoSpirasse; ordine avea di ſcior le veleGià dato Anchiſe: a cui con molto onoreSi fece Eleno avanti, e così disse:O ben degno a cui fosse amica, e sposaLa gran madre d'Amore; o de' celesti
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