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1 (1760) (1760)
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101
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LIBRO SECONDO. 101Di face, e di ſplendor dietro ſi traſſe.Noi la vedemmo chiaramente sopraDa' nostri tetti ire a celarsi in Ida, che lasciò quanto il suo corso tenneDi chiara luce un solco; e lunge intornoFumò la terra di sulfurco odore.Allor vinto si diede il padre mio;E tosto a l'aura uscendo, al santo segnoDe la stella inchinossi. E con gli DeiParlò devotamente. O de la patriaSacri numi Penati a voi mi rendo.Voi questa casa, voi questo nipoteMi conservate. Questo augurio è vostro;E nel poter di voi Troja rimansi.Poſcia rivolto a noi; figliuol mioOmai (disse) di me, che piu t'aggrada.Ch'al tuo voler son pronto: e d'uscir tecoPiu non recuso. Avea gia'l foco appresaLa città tutta. E gia le fiamme, e i vampiNe ferian da vicino allor, che'l vecchioCosì dicea. Caro mio padre adunque(Soggiuns'io) com'è d'uopo; in su le spalleA me ti reca: e mi t'adatta al colloG iij