LIBRO SECONDO.E la mia donna crudelmente uccisiL'un nel sangue de l'altro? Mano a l'arme;Chi mi da l'armi? Ecco che'l giorno estremoVinti a morte ne chiama. Or mi lasciateCh'io torni infra nemici, e che di nuovoMi razzuffi con essi. Chè non tuttiAbbiam senza vendetta oggi a perire.E gia di ferro cinto a la sinistraM'adattava lo scudo, e fuori uscia:Quand' ecco in su la soglia attraversataCreusa avanti a' piè mi si distende,E me gli abbraccia, e'l fanciulletto JuloM'appresenta, e mi dice: ah mio consorteDove ne lasci? S'a morir ne vai,Chè non teco n'adduci? E se ne l'armiE ne l'esperienza ai speme alcuna;Chè non difendi la tua casa in prima?Ove Ascanio abbandoni, ove tuo padre?Ove Creusa tua, che tua s'è dettaPer alcun tempo? E ciò gridando; empieaDi pianto, e di stridor la magion tutta;Quando ecco innanzi a gli occhj, e fra le maniDe gli stessi parenti un repentino,G ij
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