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1 (1760) (1760)
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88DELL'ENEIDEPeriro incontinente. E dove il focoNon era, erano ī greci. Or per contarviQual di Priamo fosse il fato estremo;Egli, poſcia che preſa, arſa, e disfattaVide la sua cittade, e i greci in mezzoA i suoi piu cari, e piu riposti alberghi;Ancor che veglio, debole, e tremante,L'armi, che di gran tempo avea dismesse,Addur si fece. E d'esse inutilmenteGravò gli omeri, e'l fianco. E come a morteDevoto, ove piu folti, e piu ferociVide i nemici, incontr'a lor si mosse.Era nel mezzo del palazzo a l'auraScoperto un grand'altare; a cui vicinoSorgea di molti, e di molt' anni un lauroChe co rami a l'altar facea tribuna,E con l'ombra a' Penati opaco velo.Qui come d'atra, e torbida tempestaSpaventate colombe, a l'ara intornoAvea le care figlie Ecuba accolte,Ove a gl'irati Dei pace, ed aitaChiedendo, a gli lor santi simulacriStavano con le braccia indarno appese.Qui poiche la dolente apparir vide