86DELL'ENEIDED'Achille Autumcdonte, e lo stuol tuttoEra de' sciri. E di gia sotto entrati,Fiamme a' tetti avventando; ogni difesaNe facean vana. E qui co primi avantiPirro con una in man grave bipenneLe sbarre, i legni, i marmi, ogni ritegnoDe la ferrata porta abbatte, e frange:E per diſgangherarla ogn arte adopra.Tanto alfin ne recide, che nel mezzoV'apre un ampia fenestra. Appajon dentroGli atrj ſuperbi, i lunghi colonnati,E di Priamo, e degli altri antichi RegiI riconditi alberghi. Appajon l'armiChe d'avanti eran pronte a la difeſa.S'ode piu dentro un gemito, un tumulto,Un compianto di donne, un ululato,E di confusione, e di miseriaTal'un suon, che feria l'aura, e le stelle.Le misere matrone spaventateChi qua, chi là per le gran ſale errandoBattonsi i petti, e con dirotti piantiDanno infino a le porte amplessi, e baci.Pirro intanto non cessa. E furiosoIn sembianza del padre, ogni riparo
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