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1 (1760) (1760)
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72DELL'ENEIDEE Pirro, e Menelao, con lo scaltritoFabricator di questo inganno Epèo.Assalir la città, che gia ne l'ozio,E nel sonno, e nel vino era sepolta.Anciſero le guardie: aprir le porte:Miser le schiere congiurate insieme:E dier forma a l'assalto. Era ne l'ora,Che nel primo riposo hanno i mortaliQuel ch'è dal cielo a i loro affanni infusoOpportuno, e dolcissimo ristoro:Quando ecco in ſogno (quaſi avanti gli occhjMi fosse veramente) Ettor m'apparveDolente, lagrimoso, e quale il vidiGia ſtraſcinato, ſanguinoſo, e lordoIl corpo tutto, e i piè forato, e gonfio.Lasso me, quale, e quanto era mutatoDa quell'Ettor, che ritornò vestitoDe le spoglie d'Achille, e rilucenteDel foco, ond'arse il gran navile argolico!Squallida avea la barba, orrido il crine,E rappreſo di ſangue: il petto laceroDi quante unqua ferite al patrio muroEbbe d'intorno; e mi parea che'l primoFoss'io, che lagrimando gli dicessi: