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1 (1760) (1760)
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69
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XII

20em

LIBRO SECONDO.Gli racchiuſero il fiato: e le bocche alteEntro al suo capo fieramente infisseGli addentarono il teſchio. Egli com'eraD'atro sangue, di bava, e di velenoLe bende, e'l volto asperso; i tristi nodiDisgroppar con le man tentava indarno,E d'orribili strida il ciel feriva;Qual mugghia il toro, allor che da gli altariSorge ferito; se del maglio a pienoNon cade il colpo, ed ei lo sbatte, e fugge.I fieri draghi alfin da i corpi esanguiDisviluppati; in ver la rocca insieme,Striſciando, e zuffolando al ſommo aſceſero,E nel tempio di Palla, entro al suo scudoRinvolti; a' piè di lei si raggrupparo.Rinovossi di ciò nel volgo orrore,E tremore, e spavento: e mormorossi,Che degnamente avea LaocoonteDi sua temerità pagato il fio,E del furor, che contra al sacro legnoGli armò l'impura, e scellerata mano.E gridar tutti, che di Palla al tempioSi conducesse. E con preghiere, e votiDe la Dea si facesse il nume amico.E iij

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