DELL'ENEIDE56Dicean, parte vagando: e parte accolti,Facean mirando al gran destriero intornoMeraviglie, e discorsi. E chi per sacro,E chi per essecrando il voto, e'l donoAvean di Palla. Il primo fu TimeteA dir, ch'entro le mura, e ne la roccaQuindi ſi conduceſſe: o froda, o fato,Che ciò fosse de' miseri trojani.Ma Capi, e gli altri, il cui piu sano avviso,O per insidiose, o per sospette(Quantunque sacre) avean le greche offerte;Voleano, o che del mar fosse nel fondoPrecipitato, o che di fiamme ardentiSi circondasse: o che forato, e laceroGli fosse il petto, e sviscerato il fianco.Stava tra questi due contrarj in forseIn due parti diviso il volgo incerto;Quando con gran caterva, e con gran furiaDa la rocca discese, e di lontanoGridò Laocoonte; o ciechi, o folli,O sfortunati! A gli nemici, a' greciDate credenza? A lor credete voi,Che sian partiti? E sarà mai che doniSiano i lor doni, e non piu tosto inganni?
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