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40DELL'ENEIDECon gli occhj bassi, e con benigna voceBrevemente rispose: o miei trojaniToglietevi dal core ogni timore,Ogni ſoſpetto. Gli accidenti atroci,La novità di queſto regno a forzaMi fan rigorosa, e guardingaDe' miei confini. E chi di Troja il nome,Chi de' trojani i valorosi gesti,E l'incendio non sa di tanta guerra?Non an però rozzo core i Peni,Non lunge da lor si gira il sole;Che ne pietà, ne fama unqua v'arrive.Voi di qui sempre, o de la grand'Eſperia,E di Saturno, che cerchiate i campi,O che vogliate pur d'Aceste, e d'EriceTornare a i liti; in ogni caso liberiVe n'andrete, e sicuri. Ed io d'aitaScarsa non vi sarò, ne di sossidio.E se qui dimorar meco voleste;Quella è vostra città. Tirate al litoVostri navilj. Chè da teucri a tirjNulla scelta farò, nullo divaro.Così qui fosse il vostro Re con voi,Così ci capitaſſe. Ma cercando