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1 (1760) (1760)
Entstehung
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DELL'ENEIDELa buja notte, ond'era il mar coverto,I tuoni, i lampi spaventosi, e spessi,Tutto ciò che s'udìa, ciò che vedevasiRappresentava orror, periglj, e morte.Smarrissi Enea di tanto: e tale un geloSentissi; che tremante al ciel si volseCon le man giunte, e sospirando disse:O mille volte fortunati, e mille,color, che sotto Troja, e nel coſpettoDe' padri, e de la patria ebbero in sorteDi morir combattendo. O di VideoFortissimo figliuol, ch'io non potessiCader per le tue mani, e lasciar iviQueſta vita affannoſa, ove laſciollaVinto per man del bellicoso AchilleEttor famoso, e Sarpedonte altero.E se d'acqua perire era il mio fato;Perche non dove Xanto, o SimoentaVolgon tant'armi, e tanti corpi nobili?Così dicea; quando ecco d'AquiloneUna buffa a rincontro, che stridendoSquarciò la vela, e'l mar spinse alle stelle.Fiaccarsi i remi: E v'era la pruaGirossi il fianco; e d'acqua un monte intanto