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1 (1760) (1760)
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IDIe

d. T.nifr.solopale1

LIBRO PRIMO.In preda il diè; che per acuti scogliMiserabil ne fe'rapina, e scempio.Fanto può Palla? Ed io, io de gli DeiRegina, io sposa del gran Giove, e suora,Son di quest'una gente omai tanti anniNemica in vano? E chi piu de' mortaliSarà, che mi sacrifichi, e m'adori?Ciò fra suo cor la Dea fremendo ancora,Giunse in Eolia, di procelle, e d'austri,E de le furie lor patria feconda.Eolo è suo Re, ch'ivi in un' antro immensoLe ſonore tempeſte, e i tempestoſiVenti, siccome è d'uopo, affrena e regge.Eglino impetuosi, e ribellantiTal fra lor fanno, e per quei chiostri un fremito,Che ne trema la terra, e n'urla il monte.Ed ei lor sopra, realmente adornoDi corona, e di scettro, in alto assiso,L'ira, e gl'impeti lor mitiga, e molce.Se ciò non fosse; il mar, la terra, e 'l cieloLacerati da lor, confusi, e sparsiCon essi andrian per lo gran vano a volo.Ma la possa maggior del Padre eternoProvìde a tanto mal serragli, e tenebreA ij